Le due facce di Xbox One X - opinioni sulla nuova console

Xbox One X: l'inizio della fine per Microsoft oppure l'alba di una nuova era?

Conoscete la leggenda di Giano bifronte? Nei tempi moderni, dal punto di vista figurativo, il dio Giano viene talvolta utilizzato per rappresentare l'ambiguità e l'incoerenza. Ma questo antico dio romano, in origine, era il guardiano di ogni forma di mutamento, custode di tutto ciò che rappresenta una fine e un nuovo inizio.

Ma cosa c'entra Giano con la presentazione della nuova Xbox One X (fino a ieri conosciuta come Project Scorpio) durante la conferenza E3 2017 di Microsoft?

Xbox One X: next-gen, mid-gen o cos'altro?

Entrambi i significati del dio Giano, quello metaforico e quello folkloristico, sono accomunabili alle reazioni che Xbox One X sta scatenando nell'opinione comune. Basta leggere in giro cosa pensa la gente di questa nuova console, divisa nettamente tra chi è convinto che si tratti di una macchina che valga la spesa di €499 al day one, visto che consente di accaparrarsi la console più potente sul mercato: l'unica in grado di far girare i videogiochi in 4K nativi con HDR. Dall'altra parte, c'è chi pensa che quest'ennesima scatola nera rappresenti la definitiva pietra tombale sul brand Xbox, incapace di rilanciare il marchio al grande pubblico data l'assenza di esclusive rilevanti e futuristiche tali da poter rappresentare il passaggio alla next-gen. Qual'è la verità? Forse, sta nel mezzo?

Troppo comodo. Eppure non mi stupisce l'incapacità di molti a inscrivere le mosse di Microsoft all'interno di un quadro preciso, e sapete perché? Perché (purtroppo) ancora si considera Xbox una console classica. E per classica intendo che obbedisce a ciò che nell'immaginario comune una nuova console "deve" rappresentare: il passaggio a una "generazione successiva", la presentazione di titoli in esclusiva e di grande richiamo come un Death Stranding che però, ops, se tutto va bene uscirà soltanto nel 2020, ma che importa: perché il vero scopo delle conferenze è farci "sognare" il futuro che verrà.

Una foto di Xbox One X

Da questo punto di vista sì, Xbox One X rappresenta la fine delle console basate su quell'irresistibile quanto talvolta aleatorio richiamo generazionale, direttamente legato ai cosiddetti "giochi in esclusiva"; quel tipo di richiamo che "deve" farci gridare "wow", a tutti i costi, anche se abbiamo visto soltanto un breve trailer pre-renderizzato del maestro Kojima; anche se lo sviluppo effettivo del gioco non è ancora nemmeno iniziato. È la natura umana andare alla ricerca di queste scariche di adrenalina, di queste emozioni forti e improvvise. Emozioni che nella conferenza di Xbox One X sono mancate.

Qualcuno ha detto: "Xbox One X è una console senza giochi". Eppure, avete visto la conferenza? 42 giochi di cui 22 esclusive console. Abbiamo visto Metro Exodus, Assassin's Creed Origins, State of Decay 2, Forza Motorsport 7, The Last Night, The Darwin Project e tanti altri. Il problema della conferenza non sono stati i giochi ma il sensazionalismo che quei giochi avrebbero potuto suscitare.

È la fine di Xbox o un nuovo inizio per Microsoft?

La maniera in cui si è andata configurando questa nuova Xbox One X non è certo una sorpresa. A scanso di equivoci, lo vado dicendo da anni, sin da quando PS4 e Xbox One vennero presentate: "le vecchie generazioni sono finite, le console non sono in grado di reggere il passo con il PC e dovranno adattarsi alla velocità del mondo contemporaneo".

Ne avevo riparlato subito dopo la pubblicazione delle caratteristiche tecniche di Scorpio:

"Scorpio sarà la console top di gamma di un ecosistema software totalmente compatibile e andrà, dunque, ad affiancare sul mercato Xbox One e Xbox One S. A chi tenta ancora di domandare: "Sarà dunque una console mid-generation come PS4 Pro?", Microsoft risponde: "Beyond generation", una sentenza di morte per tutto ciò che era stato creduto in passato, avvicinando "pericolosamente" la filosofia delle console alla filosofia che da sempre ha contraddistinto il variopinto mondo del PC."
― Fonte: Microsoft presenta l'hardware di Xbox Scorpio: 4K di potenza retrocompatibile

Negli anni '80, negli anni '90, quando il ritmo del mondo era più dilatato, più lento, e ci si informava ancora prettamente sulle vecchie riviste cartacee a cadenza mensile, in quel mondo, il passaggio generazionale come siamo abituati a conoscerlo aveva senso e tempi adeguati.

Oggi siamo tutti connessi, sommersi da trailer, annunci, notizie sul web, sui social network, a ogni ora del giorno, ogni giorno. Voi sapreste indicare un preciso arco temporale in cui inscrivere con precisione le generazioni del mondo PC? Difficile vero? Certo, perché ogni anno vengono presentate nuove GPU (hardware), annunci che quasi sempre sono slegati dall'innovazione rappresentata dai giochi (software) che, tuttavia, continuano a prosperare e uscire ogni anno; e tutti continuano a inneggiare tranquillamente e fieramente alla PC Master Race, senza alcun senso di inferiorità rispetto al mondo console.

"Il mio augurio più grande è che questa tendenza di separazione concettuale (sarà capita dal pubblico?) tra giochi che dovrebbero essere sempre retrocompatibili e slegati il più possibile dalla piattaforma di riferimento, e l'hardware che dovrebb'essere concepito come quel dispositivo che permette ai giochi di girare più o meno bene a seconda dei casi, porti il pubblico ad abbandonare il concetto di "nuova generazione" come passaggio imprescindibile e necessario per vedere sugli scaffali nuovi e migliori giochi."
― Fonte: E3 2017: tra le granite e le granate

I giochi non hanno bisogno di una nuova console per essere più belli e interessanti. I giochi hanno bisogno di nuove idee, di sceneggiature più potenti e incisive, di visioni artistiche fuori dagli schemi, di gameplay più avvincenti e coinvolgenti, di intelligenze artificiali più credibili ma, soprattutto, di un pubblico che sia in grado di comprendere che l'innovazione più importante è quella rappresentata dalle idee, non dalla potenza hardware, che però, questo sì, deve farsi carico di reggere l'avanzamento tecnologico necessario secondo finestre di lancio che, oramai, non possono più avere tempi i biblici di cicli decennali per restare al passo coi tempi.

Microsoft punta tutto sulla potenza?

Da questo punto di vista, Xbox One X racchiude al proprio interno il miglior hardware a disposizione per giocare in salotto, così come una GeForce TITAN X rappresenta la miglior GPU per giocare su PC. Perché questo paragone? Perché Xbox One X rappresenta più un'alternativa al PC che non a una console come PS4, che, avendo dalla sua il miglior parco titoli in esclusiva, offre un senso di unicità con la quale Microsoft al momento non è in grado di competere, e rappresenta un acquisto obbligato per chiunque voglia provare quei giochi esclusivi.

Per questo, piuttosto che sull'esclusività (che è un sinonimo di "separazione"), Microsoft punta sull'unione, sulla cooperazione tra l'ecosistema Windows 10 e Xbox, sulla retrocompatibilità il più possibile universale, dalla prima Xbox, passando per Xbox 360 fino a Xbox One. Per contro, Sony sembra non curarsi molto della retrocompatibilità e si è rifiutata esplicitamente di inserire il cross-play in Minecraft, che infatti sarà giocabile tra tutte le piattaforme, compresa Switch e altre mobile, tranne quelle Sony.

Perché? Forse le parole pronunciate qualche mese fa da Phil Spencer sui giochi single player vs giochi multiplayer valgono più di cento analisi:

"Le produzioni single player hanno un pubblico sempre più ridotto rispetto ad anni fa. Il loro seguito di utenza è insufficiente, specie comparandoli ad esperienze online come Destiny e similari. Va bene che escano titoli come Horizon: Zero Dawn e Zelda, e Sony in particolare è molto brava nell'affidare a studi di talento produzioni simili. Ma c'è da considerare che ciò che vogliono veramente i giocatori sta mutando radicalmente. Fare giochi che offrono solo il single player è, dal mio punto di vista, un business sempre più incerto e difficile."
― Phil Spencer, head of Xbox

Parole che suonano come macigni sugli appassionati di vecchia data. Ora tocca a voi decidere, filosoficamente, quale approccio preferite. Nella pratica, e credo sia così per ogni appassionato, la scelta è quasi obbligatoria. Se siete dei PC gamer e avete un buon PC da gioco, lo affiancherete certamente a una PS4 o una PS4 Pro e forse a una Xbox One S da utilizzare come sistema multimediale per visionare film Blu-ray 4K. Se invece non vi piace particolarmente giocare su PC, potreste mettere da parte i soldi per acquistare una Xbox One X e ottenere la miglior resa visiva dai giochi multi-piattaforma a un prezzo tutto sommato accettabile, affiancandola a una PS4 per giocare le esclusive, magari insieme a Switch: Nintendo, come sempre, fa storia a sé, e il grande e forse inaspettato successo della neonata console ibrida è soltanto l'ennesima prova che la casa di Kyoto ha ancora una magica storia da raccontare.

E tutti gli altri? Eh già, questo è il problema principale di Microsoft: gli altri, il pubblico di massa, quello che entra nel centro commerciale e vuole portarsi a casa la console migliore al prezzo migliore. Già, ma cosa significa "migliore"? Questo sta a voi deciderlo. Purtroppo per Microsoft, temo che migliore, e intendo quel migliore al quale sembra interessato Phil Spencer, quello che registrerà "i grandi numeri", avrà ancora una volta l'effige di PlayStation 4. Perché Sony non starà certo lì a guardare e il marketing delle offerte speciali di PS4 Pro è dietro l'angolo.