Viaggio dentro te stesso #4: «Primi nodi» - Death Stranding

Viaggio dentro te stesso #4: «Primi nodi» - Death Stranding

Nodi narrativi da districare, nodi emozionali da assimilare, nodi chirali da connettere.

È un miracolo che siamo riusciti a tornare. «Quando qualcuno dotato di DOOMS si collega a un BB, sentimenti e ricordi provocano un feedback. Paura e stress vengono amplificati e si rischia di finire in un posto da cui non si può più fare ritorno». È Deadman. «Mi spiace, quel BB è stato usato oltre ogni limite. Smaltirlo è l'unica opzione disponibile».

Il neonato si avvicina al vetro della sua cupola portatile e ci osserva con aria innocente mentre liquido uterino in cui sta nuotando si forma una bolla d'aria a forma di cuoricino.

Deadman ci raggiunge: «Quel BB ti deve la vita».

«No, siamo noi che gliela dobbiamo. Te incluso».

Bravo Sam, digliene quattro.

«Come vuoi, me ne prenderò cura io. Porgi i miei riguardi alla Presidente», conclude Deadman.

Quale presidente? Siamo appena tornati dal forno crematorio passando attraverso tutti i gironi dell'inferno con il suo corpo sulle spalle, pesante come un macigno sul corpo e sull'anima.

Ma siamo stanchi per pensarci ora. Abbiamo bisogno di riposare nella stanza privata.

Attenzione: questo "diario di viaggio" è un supplemento alla Blind Run su YouTube e contiene spoiler su Death Stranding. Vi consiglio di guardare la relativa puntata prima di procedere con la lettura.

Amelie: la donna vestita di rosso

«Dobbiamo andare Sam». È sempre la stessa "Fair Lady" delle visioni precedenti; si rivolge a un bambino piangente sulla Spiaggia. Indossa sempre lo stesso vestito rosso abbinate a scarpe rosse con un tacco altrettanto rosso e alto. «Tieni, è un acchiappasogni». Porge la collana a Sam bambino. «Portalo quando dormi e io terrò lontano gli incubi. Sarò sempre accanto a te».

È lo stesso acchiappasogni che Sam adulto porta sempre con sé. Non mi sbaglio. Quando si risveglia mi metto a giocare con lui, zoomando e spostando la telecamera prima a destra poi a sinistra. In alto, poi in basso. Sam a volte pare muoversi istintivamente, invaso dalla solitudine. A volte pare reagire ai miei movimenti come se "mi vedesse".

Ah Kojima-san, te le inventi proprio tutte per buttare giù questa quarta parete, eh?

Ma non c'è tempo da perdere: uso la doccia per lavare via il chiralium. Ma a quanto pare non si può nemmeno fare una doccia in santa pace: «Vieni nell'ufficio della Presidente. Ti sta aspettando». È la voce di Die-Hardman che proviene da non si sa dove.

Sam risponde infastidito: «E la privacy?»

Ma quale privacy? Non ti rendi conto che sei ammanettato e monitorato 24 ore su 24?

Una volta giunti all'ufficio della Presidente capisco tutto: è la donna vestita di rosso.

«Amelie?». Sam è stupito di vederla.

«Mia madre non c'è più, ma io sono qui», risponde.

Die-Hardman li interrompe: «Sono dieci anni che non vi vedete giusto? E lei non è invecchiata di un giorno».

Infatti. Questa faccenda è puzzolente quanto Sam prima di farsi la doccia.

Ma Amelie interrompe il flusso dei miei pensieri: «Lui sa perché. Il mio corpo è sulla spiaggia. Non mi è concesso di invecchiare. Ma a te sì Sam, ti trovo bene».

Samantha America Strand: nuova Presidente, stesso obiettivo di sua madre: riunificare la nazione ricostruendo le UCA, United Cities of America. Ma Sam non vuole saperne.

«Non ti abbiamo dimenticato Sam. Sei stato tu a tagliare tutti i ponti», insiste la donna.

Comincia un briefing illustrato da Die-Hardman sullo stato della spedizione Bridges 1, che era guidata da Amelie in direzione ovest in cerca di sopravvissuti, oltre i crateri e i territori delle CA. Amelie è in grado di scorgere le CA da lontano ed è riuscita a connettere in soli tre anni una buona parte di territori prima isolati fino ad arrivare a "Edge Knot City", una città che si affaccia sul Pacifico. Pare essere collocata nella zona che corrisponde all'odierna Los Angeles.

Ma qualcosa andò storto: la squadra fu eliminata e Amelie "catturata" dagli Homo Demens, un gruppo militare separatista, terroristi che uccidono la gente lasciandosi alle spalle solo crateri. Non hanno ucciso Amelie soltanto per tenere sotto controllo le CA grazie alle sue capacità.

Ma non si trova rinchiusa in una cella o qualcosa del genere. Può utilizzare le loro strutture e parlare con noi. Soltanto che "non può lasciare la città". Com'è possibile?

«Molte persone preferiscono rimanere isolate. Vivere da sole. Come te», Die-Hardman si avvicina a Sam con aria afflitta. «Credono che l'America possa essere ricostruita solo da uomini che gli dicono cosa fare, che li privano della libertà e li mettono in catene».

«Come le avete messe a me?» Sam alza il braccio e indica le manette che indossa al polso. «Non siete migliori dei Demens. Siete solo un'altra setta». Io non posso fare altro che annuire vigorosamente con il capo. I miei pensieri sono anche i suoi pensieri.

Ma Amelie irrompe nella conversazione: «Quelle non sono catene Sam, sono simboli dei nostri legami. Ciò di cui abbiamo bisogno non è stare separati, ma formare nodi chirali e legami».

Prima che Sam possa aprire bocca, Die-Hardman continua il discorso di Amelie: «Sam, vogliamo che tu vada a ovest per finire ciò che Amelie ha iniziato. Per questo ti serve un Q-Pid». Apre una valigetta che mostra una collana, quella formata da sei piccoli monoliti che sfidano le leggi della gravità, la stessa collana che abbiamo visto nella visione sulla spiaggia, quando Sam stringe a sé quel bambino legato a lui con il cordone ombelicale un attimo prima di liquefarsi e sparire.

La mia mente fatica a connettere temporalmente tutti gli eventi ai quali ho assistito fino a questo momento. Passato, presente, futuro, vita, morte... tutto è confuso, mescolato, disordinato. Forse è tutto già destinato? Il finale del gioco è già scritto, oppure dipende dalle nostre azioni?

«Il Q-Pid contiene i protocolli operativi e di sicurezza per integrare i terminali nella rete chirale. Quando arrivi a Edge Knot City, trova Amelie e riportala a casa».

Ma Sam interrompe la conversazione, «Mi chiamo Sam Porter Bridges... non più Strand. È tutta colpa vostra. Non voglio avere a che fare con te o con chiunque altro, mai più», si volta come per andarsene, ma Amelie gli sbarra la strada con il suo corpo: «Aspetta».

Sam esita solo un istante e poi le passa attraverso. Lei è soltanto un ologramma: «Vedi? È come se non esistessi. Com'è sempre stato». Sam apre la porta e va via senza voltarsi indietro.

Manipolazione

Die-Hardman rincorre Sam e lo blocca: «Sam, abbiamo bisogno di te».

«Coprire il mondo di cavi non ha messo fine a guerre e sofferenze. Non stupitevi quando tutto si sgretolerà se ci riproverete. Gira e rigira è lo stesso. Connettere e riconnettere: non è così semplice».

Ormai è chiaro: Sam sa molto più di quanto sappiamo noi e quel "ricoprire il mondo di cavi" non è soltanto una metafora del mio mondo 'reale'. Nella realtà siamo coperti da reti con fili e senza fili (Wireless), eppure molti stentano a comunicare tra loro se non con l'odio e la violenza: come fanno gli Homo Demens. Distruggere è molto più facile che costruire.

Deadman irrompe nella conversazione con il BB tra le mani: «L'intervento di manutenzione è terminato. Sono serviti degli aggiustamenti ma adesso lo puoi usare. Per una volta DOOMS e BB sembrano un'ottima combinazione». Ci porge la cupola dove si sta agitanto e rigirando il BB. «Chissà, magari tra voi due potrebbe esserci una particolare affinità».

Una parte di me pensa: "Sam, non farti manipolare". Ma il faccione del BB attaccato al vetro della sua cupoletta con quegli occhietti vivaci e dolci m'ha subito fregato, così come ha fregato Sam.

L'immagine si oscura. Assistiamo a un nuovo sogno o una nuova visione, non è chiaro.

Sam è vestito e giace sulla riva di una spiaggia con al collo l'acchiappasogni di Amelie che si avvicina di soppiatto a lui, svegliandolo. Sam si alza. È in ginocchio e la guarda dal basso verso l'alto con aria dubbiosa. Lei è la prima a parlare: «Ascolta. Tu sei Sam Strand. "Strand" è una strana parola. Può indicare un filo o un legame. Ma "stranding" significa spiaggiarsi a riva ed essere "stranded" significa non poter tornare a casa. E io, Sam... sono bloccata sulla costa del Pacifico».

Lei si avvicina, gli gira attorno e le sue mani gli sciolgono l'acchiappasogni dal collo. Lui resta immobile mentre glielo tira via. Torna di fronte a lui, che la segue soltanto con lo sguardo, poi si inginocchia per guardarlo dritto negli occhi per porgergli l'acchiappasogni sulla mano destra, a pochi centimetri dalle Manette-Link della Bridges.

«Tu sei libero, ma noi siamo ancora connessi». Lui è ancora immobile e non le stacca gli occhi di dosso. Qualche lacrima le scorre sul viso e poi di colpo lo abbraccia forte: «Torna da me Sam. Io ti aspetterò». Lei si alza in piedi e s'allontana. Proprio in quel momento il primo piano del viso di Sam si tinge di un travolgente rosso acceso. Lui, infine, si alza in piedi e scruta l'orizzonte.

Amelie si sta dirigendo verso l'acqua del mare a velocità normale, così come normale sembra il movimento delle onde del mare, circondato da cetacei spiaggiati. All'orizzonte una palla di fuoco gigantesca: ha l'aspetto di un meteorite che ha appena impattato sulla terra e sta per esplodere fragorosamente, pronto a generare un'estinzione di massa. Ma la scena è silenzione ed è come se il tempo, limitatamente a quello sfondo surreale, fosse rallentato, quasi fermo.

Sam si sveglia di botto. Era solo... un sogno?

Nodi narrativi

L'HUD ci informa che dobbiamo prepararci per effettuare le nostre prime consegne.

In fondo questo è un "corriere simulator", almeno secondo alcuni. O no? I pensieri nella mia mente sono troppi e troppo confusi. Dopo tutta questa emozione è davvero un pugno nello stomaco dover avere a che fare con una miriade sconfinata di informazioni e nozioni da assimilare per comprendere, almeno in parte, il complesso funzionamento del gameplay primario dell'opera videoludica che stiamo esplorando: le consegne.

Non posso non ripensare alle parole di Sam: non basta ricoprire tutto di cavi per unire le persone. Le anime delle persone non sono connesse da fili, ma da emozioni. E senza le emozioni, senza l'empatia, i fili sono soltanto degli strumenti. Come il BB: se non lo "senti" veramente, se non empatizzi con lui, tanto profondamente quanto Sam (me) può fare essendo dotato di DOOMS, non è altro che un oggetto da impiegare in caso di necessità.

E le visioni di Mads Mikkelsen del BB, cosa significano? Sono visioni del suo passato? Ma come può essere un passato se è soltanto un neonato? Anzi, forse sarebbe meglio dire un non-nato.

Ne appaiono di nuove ogni volta che Sam si collega al BB. In una di queste, una donna chiamata Lisa giace in un letto, malata, forse moribonda o già morta. Cliff le sussurra: «Non ti preoccupare, mi prenderò cura di lui. Te lo prometto».

Non posso rifletterci troppo a lungo: devo andare.

Nel mondo di Death Stranding, riconnettere i nodi ha un significato molto personale per Sam, unificante per le UCA e immenso per la Bridges: «Quattro miliardi e seicento milioni di storia della Terra, tutta la conoscenza perduta dall'avvento del Death Stranding, sarà di nostro dominio».

Per noi videogiocatori ha un senso ancora più ampio, perché tutti i sensi appena descritti vengono amalgamati all'innovativo "Strand System", dinamica di gameplay della quale abbiamo appena scalfito la superficie e che unisce tutti gli altri Sam, nostri colleghi videogiocatori connessi online, in una missione globale collettiva.

Nodi chirali

Il mondo di gioco è strapieno di pacchi smarriti da PNG e giocatori online. Possiamo raccoglierli in cambio di "Mi piace" o ignorarli bellamente. Possiamo piazzare cartelli per informare, aiutare, ingannare o prendere in giro altri giocatori. Alcuni di questi cartelli ricordano le emoticon e le emoji che utilizziamo quotidianamente sui social network. Altri sono avvisi di pericolo, indicazioni o consigli su come e dove proseguire. Appena connetto il primo nodo chirale mi rendo conto che posso vedere cartelli e utilizzare strutture piazzate da molti altri giocatori reali. E ogni volta che costruisco una nuova struttura nel "mio" mondo di gioco, essa può apparire nel mondo di gioco di altri giocatori.

Mi rendo subito conto dell'importanza di cartelli e strutture ben piazzate da altri Sam, perché anche solo attraversare un semplice torrente o passare per un terreno un po' troppo accidentato, quando sei carico come un mulo, può farti perdere l'equilibrio e danneggiare i pacchi. Per non parlare delle zone infestate dalle CA: un box postale o un cartello che ti avvisa della loro presenza, ti permette di alleggerirti e muoverti più agilmente o prepararti al meglio prima di lasciare la "base".

Attraverso i box postali possiamo consegnare i carichi smarriti e affidarli ad altri giocatori. I pacchi appariranno nel loro mondo di gioco così che possano portare a termine la consegna al posto nostro. Tramite gli armadietti condivisi possiamo anche decidere di donare oggetti ad altri Sam più bisognosi che, magari, in quel momento sono a corto di risorse.

Non so perché, ma qualcosa dentro di me mi spinge a raccogliere quanti più pacchi è possibile. Forse è l'effetto dell'ormone dell'amore: l'ossitocina, più volte citata nel gioco.

Alcune ricerche associano una dose extra di ossitocina a una più profonda empatia e quindi alla... felicità. E non serve per uno spray: basta abbracciare chi amiamo (suggeriscono alcuni titoli di giornale) per mettere in circolo l'ormone. Altri studi associano la somministrazione di ossitocina all'emergere di sentimenti come l'invidia, al piacere derivante dalla sfortuna altrui.

Alcuni cartelli piazzati in modo errato mi fanno pensare male dei miei colleghi Sam. Deviando dalla strada principale per seguire un cartello online "Qui", vengo preso alla sprovvista dai MULI. Soltanto grazie alla cronopioggia, una volta tanto utile invece che distruttiva, riesco a evitarli.

I MULI fuggono appena incomincia a piovere: non vogliono avere nulla a che fare con le CA. Noi, invece, siamo costretti ad affrontarle e a batterle ancora una volta, grazie all'aiuto del nostro BB. Ma stavolta c'è qualcosa che non va: il BB sta male e "smette di funzionare". Deadman ci informa che il suo livello di stress è sopra la norma, questo ha scatenato la produzione di sostanze dannose, un fenomeno conosciuto come auto-tossiemia. Niente di tragico, ma bisogna procedere prima possibile alla manutenzione del BB in un centro logistico.

L'auto-tossiemia e il mistero dei BB

Corro più veloce che posso verso il successivo nodo chirale, ma più che di connettere questo nuovo nodo sono preoccupato della salute del BB. Una volta ricollegato alla sua incubatrice nella stanza privata, arriva Deadman a spiegarci nel dettaglio come funziona:

«Lo stress si può eliminare riportandolo all'utero di sua madre. Si trova in un letto della UTI di Capital Knot City: è una "madre esanime", celebralmente morta, questo agevola la connessione tra il mondo dei morti e il BB. Quando a tua volta ti colleghi al BB, acquisisci la capacità di percepire le CA. La capsula è ideata per simulare l'ambiente uterino della madre. I BB funzionano bene solo quando credono di trovarsi dentro un utero, ma riusciamo a ingannarli solo per un certo lasso di tempo, per questo dobbiamo aggiornare i dati ambientali sincronizzandoli con quelli della madre esamine attraverso la rete chirale».

Una barra di caricamento posta sulla capsula del BB raggiunge il 99-100%.

«Ora sembra felice», dice Sam, rincuorato.

«Ricordati che i BB sono parte dell'attrezzatura. Non devi affezionarti a loro», ci ricorda Deadman.

Sì, come no. Parla proprio lui che per convincerci a intraprendere questa folle missione parlava della speciale connessione tra noi e il BB mentre ci porgeva tra le mani la sua capsula rigenerata.

«Ogni BB è fisicamente estratto dall'utero della madre, una procedura che li rende imprevedibili e soggetti a guasti. Nessuno di loro è rimasto in servizio per più di un anno. E questo potrebbe essere dismesso prima che la tua spedizione sia terminata. Ma c'è ancora molto che non sappiamo dei BB. Se espanderemo la rete chirale e recupereremo altri dati forse troveremo le risposte».

Deadman ci accenna un'altra questione non poco rilevante: «Le CA sembravano reagire al tuo sangue. Ne ho parlato con Heartman e molto presto avremo i risultati».

Siamo esausti ed è ora di dormire. Ma il sonno di Sam è tormentato, come sempre:


«London Bridge is falling down...», Amelie appare e ci canta ancora una volta quella canzone.

Durante queste scene il confine tra sogno e realtà pare così sottile. Non riesco a capire se sta accadendo davvero o si tratta di un qualche tipo di illusione mentale di Sam.

«Ci sono sempre meno abitanti all'interno delle città. Nessuno vuole più avere figli». E ci credo, in un mondo folle come quello. Anche se nel 'mio' mondo le cose non vanno molto meglio.

«Io ti aspetterò», sono le sue ultime parole prima di scomparire nel nulla.

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